Disegno di W oznia k - www.wozwoz.net
NOVEMBRE TEMPO DEI MORTI E RIFLESSIONE
Sì, in Italia... canta una canzone... Sì in Italia, un paese dove la scuola sta perdendo di significato. Anche la pedagogia più classica mette in evidenza che l’apprendimento deve essere basato nel far proprie le tematiche acquisite, comprenderle e rielaborarle per una crescita civile della persona stessa. Ma quali saranno le crescite di milioni di ragazzi (ed incluso genitori), che ammaliati da “pseudo scuole”, delle quali si dovrebbe denominarle con altro nome, solo per i contenuti non didattici, dove i “pseudo discenti”, devono non crescere per sé stessi nell’avere appreso dei contenuti disciplinari. Pseudo “discenti robot” che devono porre le loro conoscenze su un “campo di sfida” perché la pedagogia e l’intento di queste “pseudo scuole” è creare dei superman, dei pseudo perfetti e dei “pseudo famosi ragazzi” che attraverso il successo e la fama raggiungeranno il traguardo del fare tanti soldi. Si potrebbe affermare un messaggio “pericolosamente sublimale” che esalta la perfezione e il raggiungimento di tali fini solo per pochi, perché a detta “di alcuni insegnati” (pseudo in relazione alla sincerità pedagogica), per tali discipline è necessario essere dotati di un fisico atto alla perfezione, ecc, etc. Una televisione che li fa denudare per mettere in visione la perfezione delle muscolature, del come si dovrebbe essere ed invece non lo si è. Povero e meschino chi nasce con fisici non adatti, secondo questi canoni televisivi. Un “pseudo razzismo sublimale” e pericoloso, che spinge a concetti alquanto pericolosi nell’attestare e trasmettere inconsapevolmente nella mente e pensiero del telespettatore messaggi razziali. Eppure siamo un paese dalla cultura Cristiana, dove l’uguaglianza e la solidarietà, comprensione ed unione è data dall’insegnare alla “comunione sociale”, all’educare attraverso l’esempio e l’amore e l’accettazione dell’altro, perché tutte creature di una “Stessa Creazione”, anche se distinta o per noi miseri umani concepita in maniera “imperfetta”. Ma che amore si può trasmettere nell’insegnare la “sfida”, la disunione, la non solidarietà, lo “sparlare male” dei compagni e dei docenti alle spalle dei diretti interessati, mentre si è consapevoli di una telecamera che riprende e trasmette su diversi canali televisivi questi “circhi romani giovanili” da Colosseo televisivo? Gioventù come “carne televisiva”, da “sbranare”, succube di falsi miti estetici ed artistici, dove l’arte è solo fallace spettacolarità con il fine del lucro più sfrenato per una “visione telematica catartica” di un ventaglio di volgarità. Eppure questa è l’ “audience” attuale, che tanto piace e ci indirizzano i programmatori e psicologi che apportano le loro conoscenze per lo strutturare questi format per gli utenti ragazzi e genitori. Qualcuno in Parlamento, con ipocrisia, ma del quale è sostenitore indirettamente a tali politiche di spettacolo, inoltre si lamenta che gli adolescenti ed i bambini sono ipercinetici, violenti e senza moderazione alcuna e perciò riformiamo la scuola... Ed intanto molti i genitori che ormai acculturati da tali “droghe mentali e messaggi” televisivi, spesso sostengono i propri figli in provini televisivi perché realizzare il loro sogno è quello di poterli vedere in TV. Carriera facile e lucrativa dove il mito del successo è l’obiettivo contemporaneo esistenziale. Un’Italia che fu espressione di poeti e musicisti, ma che oggi potremmo definire, l’Italia della morte della poesia e della musica, che lascia spazio alle “mummie rifatte” che esse siano giovani o di età più matura. Ciò che importa è l’apparenza non la sostanza. Prigionieri di una telecamera e di falsi miti televisivi, questa è l’Italia che si educa in TV.
:: Paula Pitzalis ::